Cosa raccontano i packaging dei prodotti alimentari che compriamo

Le frasi scritte sulle confezioni dei prodotti alimentari sono lo specchio di ciò che le persone si aspettano di trovare in quegli alimenti e che le aziende gli vogliono comunicare. Si tratta di claim  nutrizionali o semplici slogan che vengono studiati dagli uffici Marketing per attirare l’attenzione dei clienti dei supermercati che, soffermandosi per pochi secondi davanti allo scaffale in cerca di un prodotto, che magari hanno già scritto nella lista della loro spesa, devono essere indotte a scegliere proprio quella marca anziché un’altra.  Si dice, infatti, che il consumatore entri nel punto vendita avendo in mente già 2/3 brand del prodotto che deve acquistare e poi compia la propria scelta definitiva, nel tempo di 6 secondi di media, davanti allo scaffale e basandosi su fattori come le promozioni, in primis, ma anche la posizione della marca nell’esposizione e ciò che trova sul packaging cosa gli comunica.

Proprio per questo l’Osservatorio Immagino di GS1 Italy monitora periodicamente il packaging di oltre 100 mila prodotti presenti sugli scaffali della grande distribuzione italiana e analizza tutti gli elementi presenti, come gli ingredienti, le tabelle nutrizionali, le certificazioni, i bollini e i claim ecc., per poi incrociare queste informazioni con le rilevazioni di Nielsen su venduto degli stessi prodotti.  Questa indagine permette di misurare i fenomeni di consumo emergenti e i messaggi che impattano maggiormente sugli acquisti delle persone. Qualche esempio? Si pensi solo ai termini: senza zuccheri aggiunti, integrale, senza olio di palma, gluten free ecc. e al boom hanno avuto sulle etichette negli ultimi anni. Analizzare queste espressioni ci dà la misura di come cambiano le esigenze alimentari degli italiani, ma anche di ciò che le aziende vogliono trasmettere.

Infatti, per i prodotti di largo consumo veduti al supermercato, il packaging è il primo posto in cui l’azienda comunica con il consumatore non solo per informarlo o educarlo, ma anche per trasmettere i valori della marca e il suo posizionamento distintivo. In quest’ottica, si deve pensare al packaging del prodotto esposto a scaffale come un vero e proprio media, soprattutto se parliamo di realtà più piccole che non hanno tanti altri budget da investire in media pubblicitari e si giocano tutto in store.

Fra i dati che sono emersi dall’Osservatorio Immagino 2019, io vi segnalo 3 trend di messaggi che ho trovato più interessanti degli altri da monitorae.

  • CONSISTENZA: sono sempre più presenti on pack e quindi differenzianti per i prodotti alimentari le indicazioni relative alla consistenza ovvero alla sensazione che offre l’alimento in bocca. Gli aggettivi più usati sono croccante, cremoso ma anche ruvido, ripieno ecc.
  • METODI PRODUTTIVI: cresce nelle persone l’interesse a conoscere le modalità di trasformazione degli alimenti che comprano. Quindi le aziende inseriscono sempre più, come fattori di rassicurazione, messaggi come: trafilata al bronzo nel caso della pasta;  a lenta lievitazione nel caso delle pizze; non filtrata ad esempio per la birra, oppure estratto a freddo per l’olio. In particolare secondo l’Osservatorio Immagino 2019 crescono i messaggi come fatto a mano e artigianale. Insomma, li compriamo a supermercato ma vorremmo che fossero fatti come si facevano una volta!
  • FILIERA: questo termine è uscito dal mondo degli addetti ai lavori per essere sulla bocca di tutti. La gente vuole sapere se l’azienda controlla i suoi fornitori di materia prima e può dargli delle rassicurazioni. Per questo soprattutto nel reparto ortofrutticolo vedete più spesso packaging che suonano più o meno così: da filiera garantita o certificata o corta ecc. Altro termine emergente per l’Osservatorio Immagino 2019  è tracciabilità e questo va di pari passo con i progetti di blockchian nel food che si fanno sempre più numerosi.

Altre singole parole in trend, ovvero quelle alle quali l’Osservatorio Immagino ci suggerisce di fare più attenzione sulle confezioni dei prodotti al supermercato, per analizzare i cambiamenti che stanno avvenendo nel mondo food, sono: senza antibiotici, probiotici, polifenoli,  agricoltura sostenibile, speziato, aromatizzato, gourmet, rustico, non raffinato, non fritto. Ora non potrete più andare al supermercato senza che vi cada l’occhio proprio sulle confezioni che le contengono.

VL