Premio Food: vince l’equilibrio tra novità e umanità

Quali novità di prodotto cercano gli italiani quando vanno al supermercato?  Ce lo racconta Prodotto Food il concorso che l’omonima rivista trade Food dedica ogni anno all’innovazione degli alimenti e delle bevande del largo consumo in Italia.

Il messaggio che emerge da questa indagine di Food è che i nostri connazionali quando fanno la spesa sono combattuti nel riuscire a conciliare insieme la praticità e il contenuto di servizio che ricercano nei prodotti alimentari che acquistano, con la naturalità degli stessi intesa in termini di ingredienti e di formulazione. Da una parte trionfano fra le scelte dei consumatori e le categorie elette Prodotto Food i packaging funzionali al momento di consumo, i prodotti snack pronti all’occorrenza e quelli che risolvono le nostre giornate sempre più frenetiche con un pasto da preparare in poche mosse. Dall’altra gli italiani voglio ritrovare nel cibo che acquistano una dimensione “umana” come direbbe Alessandro Baricco, che ha aperto il convegno di Food con il suo intervento tratto dall’ultimo saggio The Game. Per questo la gente è subito ricettiva quando trova sugli scaffali alimenti a base di farine integrali e di legumi, bevande e condimenti BIO, ricette tradizionali o ingredienti per prepararle in casa, ma comunque sempre in poco tempo e con poche abilità ai fornelli.

Al concorso Prodotto Food, nella sua quinta edizione, erano candidati 148 prodotti lanciati dalle aziende del food e del beverage in Italia e classificati in 12 categorie che andavano dal bakery, alle conserve, dai piatti pronti ai primi piatti, dal dolciario alle bevande. Durante la mattinata dell’evento di presentazione che si è svolto nella sede prestigiosa del Sole 24Ore a Milano, sono stati premiati i marchi che hanno saputo meglio interpretare i trend di consumo, ma anche le esigenze dei consumatori italiani in termini di servizio. Di queste nuove referenze, lanciate tutte nell’ultimo anno, sono state analizzate le  performance in termini di quote di mercato, vendite a valore, distribuzione ponderata e quota trattanti: tutte rilevazioni che ha fornito Nielsen, partner del concorso. Mentre, i giudizi sul valore dell’innovazione degli stessi prodotti candidati sono stati raccolti fra i buyer di 20 catene della grande distribuzione interpellati ad hoc.

Dopo Baricco, tutti i relatori che si sono alternati sul palco del premio Food hanno evidenziato a loro modo e dal loro punto di vista la tendenza a ritrovare l’umanità. Che si tratti di rapporti fra aziende e consumatori, ma anche fra pubblico e i cosiddetti influencer perché, come ha raccontato la food blogger Chiara Maci: “nei mie dieci anni di carriera mi sono convinta che la gente preferisce l’imperfezione e la verità anche nelle persone che sceglie di seguire sui social network.” Lo stesso vale nel rapporto tra il supermercato e i suoi clienti quotidiani dove la necessità è quella di trovare un equilibrio fra la modernità dei sistemi tecnologici di tracciamento e profilazione del CRM e un rapporto basato sulla fiducia e sul empatia con a gente che frequenta il punto di vendita. Perché se “non accadrà mai che faremo tutti i nostri acquisti attraverso un tablet seduti sul divano” – come afferma Giorgio Santambrogio, Presidente di ADM (Associazione della Distribuzione Moderna) e Amministratore Delegato di Gruppo VéGé – è anche vero che i player dell’e-commerce come Amazon vanno sconfitti proprio sul campo della relazione umana che solo il negozio fisico può offrire oggi.

Sempre a proposito di relazione umana, anche nella presentazione dal titolo  “Il nuovo consumatore: le sfide per la marca” esposta da
Christian Centonze, Food Industry Director di Nielsen,  la sintesi è stata che aziende e GDO devono conoscere il cliente per servirlo al meglio e risolvere le sue necessità. I dati raccolti da Nielsen ci dicono che bisogna tendere alla  semplificazione del processo di acquisto, attraverso una maggiore precisione delle informazioni fornite in store come on pack, ma anche con l’immediatezza dell’offerta. Perché viviamo nell’era dell’impazienza e il 40% delle scelte di acquisto si compiono ancora di fronte allo scaffale del supermercato in una frazione di secondo.

VL

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